Parcheggiamo il camper nel parcheggio davanti al teatro romano dove ci sono altri camper e cominciamo la visita della città: sembra incredibile che ci possa essere un enorme concentrato di storia in un territorio così limitato. La città infatti è il risultato del susseguirsi delle varie civiltà che vi hanno lasciato le loro innumerevoli testimonianze.
L’unico incoveniente è che la temperatura è scesa di parecchio e che non essendo equipaggiati con vestiti adeguati, soffriamo un po’ il freddo. Dopo un giro in città, mangiamo in una bella pizzeria del centro storico e rientriamo al camper dove passiamo la notte.
Al mattino presto, però, abbiamo la sorpresa di essere svegliati dai vigili che ci informano che quello dove noi abbiamo sostato non è il parcheggio riservato ai camper
e ci invitano a spostarci in quello specifico; scopriamo così che il parcheggio per i camper è quello indicato con il N° 3 denominato “Docciola” e chiaramente ci andiamo subito.

A prima vista sembra lontano dal centro e scomodo, però in effetti non è così perchè è davanti ad una delle porte di accesso pedonale al paese al quale è collegato da una scalinata.
Purtroppo le previsioni del tempo questa volta si rivelano azzeccate perchè ci avviamo in città sotto una leggera pioggerellina che ben presto si trasforma in acquazzone e continua così per tutto il giorno; la nostra prima tappa della giornata è il Museo Etrusco Guarnacci, così passiamo la mattinata all’asciutto ad ammirare la notevole quatità di
reperti etruschi tra cui la famosa statua “Ombra della sera”.


Devo ammettere che i miei ricordi della civiltà etrusca risalivano ai tempi delle elementari (poi forse non ho mai più studiato storia!) e quindi è stato molto interessante scoprire questo patrimonio di opere d’arte di cui non mi ricordavo praticamente dell’esistenza.

Usciti dal museo facciamo ancora un giro per ammirare la bellissima Piazza dei Priori con i suoi palazzi, ma il tempo è veramente brutto e così un po’ a malincuore decidiamo di rimandare una visita più accurata della città ad un’altra occasione.
Rientramo al camper e partiamo dirigendoci a Larderello per visitare il Museo della Geotermia; purtroppo anche qui non siamo particolarmente fortunati perchè essendo Pasqua il Museo è chiuso: certo se ci fossimo informati prima non avremmo fatto un giro a vuoto, ma abbiamo preso la decisione strada facendo e non c’era modo di documentarsi.

Siccome il tempo non sembra intenzionato a sistemarsi, decidiamo di riavvicinarci a casa, dove pare ci sia il sole. Arrivati nei pressi di La Spezia finalmente le nuvole sono sparite e allora ci fermiamo  nell’area di sosta della città per visitare il giorno successivo Le Cinque Terre. Dopo una tranquilla notte , al mattino prendiamo l’autobus che ci porta alla stazione dove partono i treni per questo meraviglioso tratto di costa ligure.

Che dire! Noi ci torniamo sempre molto volentieri e devo dire che questa volta si sta ancora meglio delle altre perchè probabilmente a causa del tempo incerto c’è meno gente del solito e quindi si può girare tranquillamente senza essere ammassati come le sardine, anche lungo la Via dell’Amore non troviamo particolare affollamento. Il tempo è veramente delizioso e passiamo la giornata a girare nei vicoletti dei paesini spostandoci o a piedi o col treno, mangiando la buonissima focaccia ligure e ammirando il panorama spettacolare, anche i bambini che non erano particolarmente entusiasti della gita ne restano soddisfatti.
Nel tardo pomeriggio il treno e l’autobus ci riportano all’area di sosta dove ad attenderci c’è il nostro camper, partiamo e rientriamo a casa.

Volterra e Cinque Terre - Pasqua 2008

Le previsioni del tempo sono tutt’ altro che promettenti, ma non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare alla minivacanza del weekend pasquale.
Complice il fatto che Alessandro ha appena studiato la civiltà etrusca, decidiamo di recarci a Volterra per immergerci nella storia e provare l’ebrezza di calpestare le terra abitata dall’ antico popolo italico.
Partiamo senza documentarci e così, già prima di entrare in città, siamo affascinati dall’ imponenza del paesaggio: è tutto talmente bello che restiamo senza fiato.